Paolo Del Debbio: un uomo che non modifica le proprie opinioni in base ai fatti, ma modifica i fatti in base alle prorie opinioni
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Il 20 ottobre scorso, Del Debbio si è sprecato, ha pubblicato un articolo.
Ovviamente pubblicato sul principale giornale di riferimento del suo partito, "il Giornale".
Parla delle manifestazioni pro e contro il precariato.
Non cita numeri perché la manifestazione a favore contava una ventina di partecipanti in età pensionabile.
Secondo Paolo Del Debbio il precariato è a favore dei giovani, chi manifesta contro di esso manifesta contro i giovani.
Lui, che è esperto del "mercato del lavoro", elogia il precariato, questa cosa fantastica. I giovani precari dovrebbero ringraziare le aziende che li sfruttano.
Trova altamente positivo il fatto che un lavoratore possa essere pagato quanto va all'azienda (a prescindere dai CCNL) e che possa essere lasciato a casa quando non serve.
Questa sorta di oggetto, il lavoratore precario, non deve essere un peso per l'azienda che se no non riesce a mantenerlo quando non ha bisogno del suo lavoro. In questo caso probabilmente il flessibile lavoratore precario si deve adattare ai bisogni dell'azienda, quindi mettere in secondo piano il suo bisogno di vivere e mantenersi. Nei "periodi di magra" il giovane precario non deve avere il bisogno di mangiare perché l'azienda non ha bisogno di lui.
Secondo Del Debbio, grande opinionista, probabilmente la massima aspirazione dei giovani d'oggi è lavorare in un call center per 400 euro al mese.
Il pseudo-giornalista sostiene che siano aumentate le assunzioni grazie al precariato, peccato che tecnicamente i contratti a progetto, le varie collaborazioni occasionali, continuative, ecc. non siano forme di lavoro subordinato e quindi non sono di fatto assunzioni.
Il lavoro precario è fantastico! Essere sottopagati è bellissimo! Non avere diritto alle ferie pagate è stupendo! Pensare che un giorno si potrà avere, al masssimo, una pensione da fame è il sogno di chiunque!
Personalmente gli auguro di finire nelle medesime condizioni di quei fortunati giovani che, secondo lui, dovrebbero essere grati alla legge 30.
Ieri il "simpatico" opinionista televisivo ci ha illuminati con le sue idee sulle moschee e sull'Islam.
Anzitutto carrellata di interviste con l'equazione musulmani = terroristi. Quindi moschee = terrorismo.
Dopo averci "informato" che 1,3 miliardi di persone al mondo sono potenziali terroristi, tanti piccoli Bin Laden, solo per il loro credo religioso, Del Debbio comincia con le sue esternazioni (probabilmente a causa dell'argomento del giorno prima, le "stanze del buco" che forse lui ha provato).
Parla di reciprocità tra stati per la costruzione di luoghi di culto. Come se le religioni appartenessero agli stati, delle nazioni.
La reciprocità sta nel fatto, secondo l'improvvisato teologo-politologo-tuttologo, che "se tu apri una moschea in Italia, io devo poter aprire una chiesa nel tuo Paese". Chi sia questo "tu" non si può sapere. Qual'è questo Paese che costruisce le moschee in Italia?
Ovviamente senza balle che opinionista sarebbe? Paolino lascia intendere che in nesun Paese islamico vi siano chiese. Ovviamente questo è falso, visto che in diversi stati islamici sono presenti diocesi cattoliche.
Secondo questo geniale principio applicato ai luoghi di culto, uno stato islamico che costruisce una chiesa nel proprio territorio dovrebbe poter chiedere di costruire una moschea nel Vaticano. Questo paradosso non ha senso.
Forse l'opinionista non si rende conto che la religione appartiene alle persone che credono in essa e non agli stati in cui essa prevale. I luoghi di culto dovrebbero essere costruiti in base alle esigenze della popolazione e non in base ad un rapporto di 1:1 che comunque non può essere ritenuto valido prendendo in considerazione stati laici o in cui non ci sia una religione dominante. Ma lui è un opinionista e non può capirlo.
Ieri, dopo circa un mese Del Debbio si è accorto dell'esistenza del v-day. Non sa cosa sia, ma è bello parlarne.
Non sono bastati i vari organi di informazione (ci vuole coraggio a chiamarli così) che hanno parlato di populismo e antipolitica (il termine è ormai così di moda).
I vari tg se ne sono accorti il giorno dopo, non ne hanno parlato prima perché avrebbero potuto fare un dispiacere ai politici che li controllano.
Paolo Del Debbio ci ha messo quasi un mese per fare un servizio, ma in questo periodo di tempo non ha avuto il tempo, la voglia o la volontà di informarsi su cosa fosse il vaffanculo day.
Per lui era solo un comico che parla di politica, che la critica, i comici hanno sempre criticato la politica secondo l'opinionista, magari un giorno qualcuno gli spiegherà che ciò si chiama satira.
All'inizio della puntata menziona 350.000 firme raccolte, ma non dice per cosa (non è che la gente si metta a firmare come passatempo), se la gente lo sapesse magari si troverebbe d'accordo con Grillo e al suo padrone non sta bene. Non bisogna informare la gente.
Per Del Debbio, "il fatto divide" non si sa quale fatto e chi o cosa divida. Definisce il v-day come "la discesa in piazza di un comico".
La "divisione" pronunciata dal conduttore non si riscontra nella carrellata di microinterviste (nella quale si vede anche qualche punkabbestia), difficile trovare chi da torto a Beppe Grillo e alla sua iniziativa.
Caratteristica della trasmissione è non entrare mai nel merito dei fatti, quindi non si dice cosa Grillo ha fatto o non ha fatto, non si parla della proposta di legge di iniziativa popolare, si mette qualche citazione estrapolata contro i politici.
Meglio non parlare dei politici pregiudicati o di chi passa la vita in parlamento, meglio ancora non sottolineare che sono i segretari di partito a decidere chi va in parlamento: se a Silvio questa legge va bene ci sarà un motivo.
Visto che Del Debbio non sa (o non vuole dire) cosa sia il v-day, visto che no ha idea di cosa sono le liste civiche supportate da Beppe Grillo (non sarà lui a farle), visto che non ha voluto informarsi per sapere di cosa si sia parlato al v-day, perché parla di ciò che non conosce?
Come ha fatto l'opinionista a dispensare la propria opinione a milioni di telespettatori senza sapere di cosa stesse parlando? Come fa tutti i giorni dal lunedì al venerdì sulle tre reti Mediaset (compresa quella abusiva).
Mi balena un ultimo pensiero da dedicare all'opinionista embedded Del Debbio visto l'argomento trattato ieri nella sua trasmissione: "Vaffanculo!"
Il proliferare degli "opinionisti" telivisivi (tra cui il caro Del Debbio) presenta diversi personaggi, politici, giornalisti (o presunti tali), personaggli dello spettacolo più o meno famosi. Una cosa in comune però ce l'hanno: il non avere alcuna competenza specifica, in particolare per quanto riguarda l'argomento trattato.
Gente a cui viene chiesta un opinione su qualcosa che non conoscono, non sanno. Più un opinionista è ignorante più potrà dispensare la propria opinione, basata sul nulla, può parlare di tutto, delitti, politica, economia, gossip, tutto quanto. Tutti gli argomenti sono uguali per chi non ne conosce nemmeno uno.
Un esempio recente è il caso del putiferio scatenatosi dopo la trasmissione Annozero, che ha dedicato una puntata al caso De Magistris, mostrando anche la mobilitazione che c'è intorno.
Mastella si è offeso perché gli è stato detto che hanno parlato male di lui. Quindi parte la solita carrellata di dichiarazioni dei vari politici, di destra, di sinistra e di centro.
Si è espresso anche il presidente del consiglio Prodi, che non ha visto la puntata, ma se n'è fatto comunque un'opinione. Altri ne parlano.
Diversi politici sono stati invitati in tv per essere intervistati sul caso e dire la propria opinione. Però questi politici la puntata di cui discutono tanto animatamente non l'hanno vista. Perché ne parlano allora?
Mi pare difficile da credere che su centinaia di politici non ne avessero trovato uno che avesse visto la puntata. Potevano vederla anche il giorno dopo in internet, ma non l'hanno ritenuto necessario. Approfondimenti televisivi in cui, per ore, si è parlato di questa trasmissione. Solo che chi ne parlava non l'aveva vista.
Questo è solo uno dei tanti casi in cui si chiamano persone incompetenti e non informate sui fatti a parlare di determinati argomenti. Probabilmente qualcuno che ne sa qualcosa c'è, ma meglio non invitarlo. Perché mai qualcuno informato dovrebbe farsi un'opinione sui fatti che conosce. Magari ce ne ha una, ma meglio che non la esponga in televisione. Nella moderna TV generalista l'informazione è un optional, l'importante sono solo le opinioni, opinioni basate sul nulla, su fatti inesistenti (vedi recentemente Casini sugli insulti a Biagi al v-day).
Ormai basta farsi un giro di canali, magari guardare quelle trasmissioni di "approfondimento" in seconda serata (coe quelle di Vespa e Mentana) per vedere opinionisti presenzialisti che non hanno idea su cosa stiano discutendo, però lo fanno lo stesso. I tg propongono sempre la solita carrellata di politici che danno la propria opinione, i giornalisti non ci sono più, non spiegano cos'è successo, basta ciò che dicono nelle loro apparizioni i politici di destra e di sinistra. Pur di non contraddire queste dichiarazioni (sesso cose senza alcun senso o riscontro nella realtà) i giornalisti non espongono i fatti, visto che potrebbero disturbare le opinioni dei politici, sopratutto di quelli che li hanno fatti arrivare a lacorare in un telegiornale.
La puntata di ieri di "Secondo Voi" era dedicata all'aumento dei prezzi.
Ce ne siamo accorti tutti che i prezzi sono aumentati, ma a Paolino l'opinionista veggente non basta, ci dice di quanto aumenteranno in futuro.
Nella puntata del primo ottobre, Del Debbio c'ha deliziato con le sue opinioni sulla prostituzione.
Mostra dei numeri, sono delle stime, probabilmente le ha fatte lui contatndo le prostitute una ad una. Secondo queste famigerate stime ci sono 70 mila prostitute in Italia.
Nelle strade ce ne sono 48 mila, Paolo lo sa, le ha viste lui, tutte. Continua dicendo che più del 50% sono immigrate e più del 20% minorenni, il tutto senza citare la minima traccia di una possibile fonte dei dati.
La settimana scorsa aveva elogiato il ddl Amato, perché dovrebbe togliere le prostitute da davanti alle scuole. Oggi non gli va bene perché verrebbe multato chi, con quelle prostitute, ci va (paura, eh?).
Tutte queste cose l'opinionista (per non tradire la propria indole) le dice senza aver mai letto, neppure di striscio, il disegno di legge in questione, basta qualche indiscrezione giornalistica per giudicare una legge.
Aspettare di poter leggere il contenuto del ddl sarebbe troppo, poi perché leggerlo, costa fatica, lui è solo un opinionista, non ha bisogno di basare le proprie opinioni su qualcosa di concreto.
Poi se la prende col fatto che la prostituzione sia legale e, allo stesso tempo, illegale perché (a detta sua) costituisce il reato di adescamento.
Informarsi mai? La prostituzione non è legalizzata, regolamentata, ma non costituisce reato (lo è invece lo sfruttamento), il reato di adescamento nel Codice Penale italiano non esiste (Titolo IX, Libro Secondo del Codice penale).
Parla e fa parlare (gli intervistati) delle case chiuse, in questo caso, un giornalista informato, avrebbe menzionato una proposta di legge a riguardo. Ma Del Debbio non sa della sua esistenza.
La proposta di legge in questione, presentata dall'On. Brigandì (Lega Nord) e altri suoi compagni di partito, giace in parlamento da più di un anno, poteva Paolo Del Debbio accorgersene? Figuriamoci, non gli interessa, meglio parlare di un argomento senza saperne nulla.
Tempo di rinnovamento in casa Fininvest. Non molto tempo fa Mimun è andato a sostituire, alla direzione del tg5, Rossella (che ora dirige la Medusa).
Si prospetta un ulteriore ricambio all'interno delle aziende del Cavaliere. Il direttore dalla voce stridula di Studio Aperto, Mario Giordano sarà ricompensato con la direzione de il Giornale. Belpietro (autodefinitosi l'antipatico) passerà a Panorama.
Il finto telegiornale di Italia 1 avrà come nuovo direttore Giorgio Mulé, che attualmente dirige Videonews, cioé le varie rubriche di "approfondimento" Mediaset (tra cui anche il deldebbiano Secondo Voi), quest'ultima branca d'azienda avrà come capo Brachino, giornalista di Studio Aperto (forse uno dei meno peggio che ci sia in quella trasmissione) e conduttore di Top Secret.
È possibile che Silvio da Arcore si sia dimenticato del suo amico Paolo Del Debbio? Almeno una piccola promozioncina poteva dargliela. Almeno la direzione della mensa della mediaset. Perché Berlusconi non ricompensa i suoi fedeli amici e servitori come meriterebbero? il povero Del Debbio soffre ad avere una trasmissione che dura solamente 5 minuti. Silviooooo, ricordati degli amici, ricordati di chi t'ha voluto bene, ricordati di chi ha contribuito a fondare il tuo partito.
Vedremo se Silviuccio ha già in serbo qualche sorpresa per il suo amico opinionista oppure se si è proprio dimenticato di lui....
Paolo Del Debbio annovera nel suo curriculum (tre righe circa) il fatto di essere professore all'università IULM di Milano. Professore di Etica ed Economia.
L'etica è la parte della filosofia che studia la condotta morale dell’uomo e i criteri per valutarla.
Ora potrebbe venire da chiedersi se un presonaggio del genere sia veramente adatto ad insegnare ad altri cosa sia l'etica, parlare di condotta morale.
Può l'uomo che ha contribuito a fondare il partito con più condannati in via definitiva in parlamento?
Può l'uomo che ha fondato quel partito il cui leader ha insultato mezzo mondo insegnare cosa sia la condotta morale?
Può l'uomo che ha fondato quel partito insieme ad un personaggio con diverse conoscenze mafiose (con relativa condanna a 9 anni in primo per concorso esterno in associazione mafiosa) e con diversi precedenti penali spiegare quali siano i criteri per valutare la condotta morale altrui?
Può parlare di etica economica, quando il capo del suo partito, già evasore fiscale, prima di entrare in politica versò almeno 23 miliardi di tangenti al suo amcio Craxi?
Può quest'uomo insegnare tutto questo mentre in televisione dispensa "opinioni" infondate, usando anche dati falsi, in maniera del tutto parziale e faziosa?
Vorrei tanto sapere cosa pensano i suoi studenti di un personaggio simile, magari sono più ignoranti di lui e non ne sanno niente, ma dubito che ciò sia possibile. Quindi sarei proprio curioso di sapere cosa ne pensano...
Ecco una gif animata dedicata a Del Debbio (dovrebbe ringraziarmi), come vedete è gongolante ed ha un sorriso beffardo. Sembra quasi voglia prendervi in giro (non che non lo faccia normalmente nella sua trasmissione)
Capitano attimi di follia in cui si creano queste cose, spero almeno che qualcuno lo trovi divertente....
La puntata odierna di "Secondo Voi" doveva essere un attacco all'attuale governo e alle sue tasse.
L'erudito (si fa per dire) opinionista ci presenta anche i dati della pressione fiscale, con un confronto tra il 2005 (40,6%) e il 2006 (42,3%) per dire che sono aumentate, peccato che in entrambi gli anni le aliquote fossero quelle stabilite dal precedente governo di centro-destra. Un autoaffondo deldebbiano, direi.
Ovviamente può questo genio fermarsi qui? Certo che no, quindi si inventa un "dato reale" (?), non si sa da che fonte provenga, l'importante è che sia superiore a quello ufficiale, come per dimostrare che il governo ci prende per il culo: 51,6%. Peccato che l'opinionista non sappia chi ha governato l'Italia negli ultimi anni, se no scoprirebbe che sta andando contro il proprio partito.
Tra l'altro forse non sa che nel 2006 la pressione fiscale (rapporto entrate tributarie/pil) sia aumentata grazie ad entrate straordinarie (probabilmente dovute all'emersione del sommerso) e non per l'aumento delle aliquote tributarie, che quell'anno non erano aumentate.
Le interviste danno diversi pareri, ici, accise, tasse comunali, canone televisivo, tassa del lusso(!?)... Paolino riprende l'ici e però ci aggiunge del suo, la tassa sulle successioni, pagata da chi eredita patrimoni milionari.
Il presentatore, durante la sua minitrasmissione, si infervora, quasi la gli straripa la pancia dai pantaloni, se la prende con chi ha aumentato le tasse nell'ultimo anno, non capisce perché, oltre a pagare tasse allo Stato, si debbano pagare tasse sui consumi (ma non sono tasse allo stato anche quelle?)
Sostiene che lo Sato debba dire dove vanno con esatezza questi soldi... qualcuno gli ha detto che esiste un bilancio dello stato?
Se la prende di nuovo con lo stato (ma solo per quanto riguarda l'ultimo anno) perché, a detta sua, la gente non sa quando, quanto e perché pagare le tasse.
Essendo lui, teoricamente, un giornalista, non dovrebbe essere suo compito informare la gente anche su queste cose? Ma se lui non le sa come farà mai ad informare qualcuno... che tristezza d'uomo...
Ma non gli è passata in mente l'idea che la gente possa essere meno ignorante di lui??